ANN 14.04.2026

Aesthetics, Semiotics of Art & Visual Culture (Trento/online, 16 Apr-23 Apr 26)

Online / Palazzo Paolo Prodi, Aula 117, Via Tommaso Gar 14, Trento, 16.–23.04.2026

Stefania Caliandro, Università di Trento

16.04.2026 ore 12:00-14:00
Prof. Gian Maria Tore (Université du Luxembourg): Mille quadri: analisi e sintesi di un’opera
https://eventi.unitn.it/it/mille-quadri-analisi-e-sintesi-di-unopera

Mille piani è uno dei libri più originali, vasti e sistematici del secolo scorso; assieme a Félix Guattari, Gilles Deleuze porta alle estreme conseguenze Differenza e ripetizione [...]. Mille quadri è, un secolo prima, l’insieme dell’opera pittorica di Gustave Courbet, artista passato alla storia col raro privilegio di essere il campione di uno stile, il realismo. Come può una categoria – o anche più – sintetizzare un’opera? E soprattutto che cosa vuole dire conoscere rigorosamente un’opera, specie se di una tale estensione? La semiolinguistica ha insegnato con quale rigore rispondere: in termini di corpus e quindi di analisi. Ma bisogna chiedersi anche che cosa lega l’analisi alla sintesi – e forse, riprendendo Deleuze, la parametrizzazione alla variazione, la predefinizione alla ridefinizione continua.
All’epoca attuale della sintesi offerta dal digitale e della computer vision, questo intervento si propone come una sorta di triangolazione tra filosofia, storia dell’arte e semiotica attorno a un’opera considerata problematica, innanzitutto perché difficile da vedere a tutti i livelli (dalla tecnica pittorica molto materica e dal formato dei quadri alla vastità del corpus, fino ai riduzionismi storici e museografici che la parametrano e inquadrano, valorizzandola e al contempo misconoscendola). Attraverso una serie di studi si discuterà con precisione l’andirivieni tra analisi e sintesi. Si tratterà in primo luogo di singoli quadri e di insiemi molto più vasti, poi di motivi intesi proprio come variazioni “immanenti, continue, e regolate in modo assai particolare”, in ultima istanza di problemi esistenti nelle loro stesse declinazioni artistiche ed estetiche. Le parole chiave di questo abbozzo di progetto di conoscenza sperimentale sono: visualizzazione e diagramma, gesti e montaggio, ripetizione e ridefinizione.

21.04.2026 ore 16:15 - 20:00
LE NEUROSCIENZE E LA FRUIZIONE DELL’ARTE, evento co-organizzato con il Laboratorio Health & Humanities diretto dal Prof. Alessandro Palazzo, con due conferenze:
https://eventi.unitn.it/it/le-neuroscienze-e-la-fruizione-dellarte

ore 16:40 Prof. Nicola De Pisapia (Unitn, Dip. Psicologia e Scienze cognitive, Rovereto): Coscienza ed esperienza estetica: come gli stati di coscienza plasmano il modo in cui vediamo l’arte.

L’esperienza estetica non dipende soltanto dalle caratteristiche dell’opera, ma anche dallo stato di coscienza in cui la incontriamo. In questo intervento discuterò in modo introduttivo degli stati alterati di coscienza; passerò poi ad illustrare come percezione, emozione, attenzione, senso di sé e costruzione del significato nei diversi stati di coscienza contribuiscano a farci vivere un’opera come intensa, significativa o trasformativa. Mostrerò poi come è possibile indurre stati modificati di coscienza per via tecnologica, ad esempio attraverso strumenti di realtà virtuale, e come questi possano conseguentemente modulare la fruizione artistica. Nella seconda parte presenterò un nostro recente studio svolto in contesto museale (MART di Rovereto (TN)), in cui abbiamo osservato che l’intensità dello stato alterato era associata a una più ricca ricezione estetica, a una maggiore empatia verso l’artista e a un più profondo coinvolgimento nell’esperienza del museo. L’obiettivo sarà offrire una riflessione generale sul rapporto tra neuroscienze della coscienza ed esperienza dell’arte.

ore 18:00 Prof. Fabio Babiloni (Università La Sapienza): Misurare la percezione delle opere d’arte nell’uomo: una “Mission impossible”?

Il modo in cui le persone vedono e “sentono” le opere d’arte nei diversi luoghi ove queste sono esposte ha sempre interessato la ricerca scientifica. Sino a poco tempo fa, tuttavia, le modalità di misura dell’attività cerebrale erano così complicate da rendere di fatto impossibile la misura di tale attività nei posti in cui le opere d’arte venivano tipicamente fruite (gallerie, musei, chiese). Avanzamenti relativamente recenti delle modalità di misura dell’attività cerebrale ed emozionale nell’ultimo decennio ha reso possibile accedere a diverse informazioni su come quadri, sculture, ed anche poemi letterari (es. Divina Commedia) possano essere fruiti cerebralmente. La presentazione verterà sui risultati ottenuti dall’impiego di tali tecnologie nei musei e chiese per quadri, sculture da parte del gruppo di ricerca dei laboratori di neuroscienze industriali della Sapienza di Roma.

23.04.2026 ore 14:00
Prof. Giacomo Fesi (NABA, Milano): Dentro il senso: l’immersività nell’arte come questione semiotica
https://eventi.unitn.it/it/dentro-il-senso-limmersivita-nellarte-come-questione-semiotica
Cosa nasconde la ricerca ossessiva di proposte “immersive” nel mondo delle arti? Che tipo di valore è l’immersività? E l’arte, come se ne appropria esattamente? L’uso metaforico dell’immersione rinvia a uno spazio di interrogazioni e sperimentazioni relativamente recente, legato all’avvento delle prime tecnologie di Virtual Reality negli anni 80, anche se copre aspetti come illusione, presenza, coinvolgimento, che hanno una genealogia molto più lunga nella storia dei media. L’immersività è diventata progressivamente una categoria estetica in grado di attraversare il mondo dei consumi mediali così come il dominio artistico, e quest’ultimo almeno in due forme: l’immersività progettata dagli artisti (si discuterà il caso emblematico di Iñárritu e del primo tentativo di immaginare un Virtual Cinema con Carne Y Arena) e l’immersività come valore dei dispositivi espositivi (ci confronteremo, tra gli altri, con una mostra dedicata a Okusai). Il nostro tentativo sarà quello di decostruire il mito dell’immersività con un paziente lavoro di ricostruzione semiotica delle dimensioni di senso che le sono proprie.

Quellennachweis:
ANN: Aesthetics, Semiotics of Art & Visual Culture (Trento/online, 16 Apr-23 Apr 26). In: ArtHist.net, 14.04.2026. Letzter Zugriff 15.04.2026. <https://arthist.net/archive/52227>.

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