CFP 11.03.2026

MediaWar - Zona critica. Rivista di arti, media, culture visuali, n. 3/2026

10.03.–30.04.2026
Eingabeschluss : 30.04.2026

Vincezo Di Rosa

Zona critica.
Rivista di arti, media, culture visuali.
direttore Vincenzo Trione.

Zona critica è una rivista semestrale dedicata alle arti, ai media e alle culture visuali. Edita da il Mulino in formato cartaceo, ospita contributi di natura scientifica, mettendo in dialogo studiosi di arte, di cinema e di estetica con intellettuali, scrittori, filosofi e artisti intorno ad alcuni temi decisivi nell’attuale dibattito teorico. Ogni numero è pensato come capitolo di un atlante della cultura visuale contemporanea.
Zona critica intende interrogare criticamente i modi e le forme del presente, inteso come spazio fluido e, insieme, come labirinto attraversato da linguaggi e da pratiche artistiche diverse, capaci di restituire un ritratto mobile del nostro tempo.

Il tema di ciascun numero verrà articolato in due sezioni – Teorie e Genealogie – prestandosi così a essere declinato in prospettiva teorica, o ripercorso a partire da traiettorie ed episodi di natura storico-genealogica.

Per maggiori informazioni: https://www.mulino.it/riviste/issn/3103-3822

CALL FOR PAPERS
n. 3/2026
MediaWar

Zona critica invita a proporre contributi per il terzo numero della rivista, dedicato al tema “MediaWar”.

Abitiamo un presente segnato da guerre. Pur nelle loro profonde differenze storiche e geopolitiche, i conflitti bellici, nella nostra epoca, sembrano inscriversi all’interno di un ecosistema mediale largamente condiviso. Già nei primi anni Duemila tale condizione è stata definita da W.J.T. Mitchell “guerra delle immagini”, alludendo a un mondo in cui le tecnologie visive entravano attivamente negli apparati militari e le immagini esercitavano una loro agency nei sistemi politici. Oggi è in atto un’ulteriore e drammatica intensificazione di tale dinamica, alimentata dall’espansione degli ambienti mediali e dalla circolazione in tempo reale di contenuti visivi e audiovisivi. Non assistiamo più soltanto a eventi bellici rappresentati dai media, ma a guerre che si dispiegano nei media e attraverso i media.
La dimensione comunicativa, tecnologica e algoritmica è divenuta parte strutturale del campo di battaglia, operando su una pluralità di piani. Da un lato, sistemi di sorveglianza, droni, immagini satellitari, piattaforme digitali e intelligenza artificiale producono dati, determinano regimi di visibilità e orientano decisioni strategiche. Dall’altro lato, la diffusione capillare delle tecnologie digitali ha radicalmente ridefinito il ruolo della popolazione civile: grazie a smartphone e social network, individui e comunità possono intervenire nella produzione e nella circolazione delle immagini, documentando, archiviando, verificando e contestando i contenuti visivi e attivando forme di mobilitazione in tempo reale. Le medesime tecnologie possono censurare, falsificare, viralizzare alcune voci e marginalizzarne altre. In un contesto caratterizzato da una continua sovrapposizione di narrazioni e contronarrazioni, il confine tra spettatore, testimone e agente si fa, dunque, sempre più instabile.
All’interno di tale configurazione, le pratiche artistiche assumono un ruolo cruciale nell’elaborazione critica dell’esperienza bellica. In uno scenario geopolitico complesso, esse operano come spazi di rallentamento, ri-mediazione e analisi critica dei regimi di visibilità dei conflitti: lavorano su archivi digitali, flussi di dati, immagini amatoriali e tracce materiali. Sempre più spesso, l’arte contemporanea, il cinema, la fotografia, la letteratura e il teatro non si limitano a tematizzare la guerra, ma intervengono sui dispositivi visivi e narrativi che ne strutturano la rappresentazione, interrogando i contenuti della guerra e le forme estetiche attraverso cui essa diventa visibile, mettendo in questione la possibilità stessa di vedere, testimoniare e comprendere la violenza nell’epoca della sua permanente circolazione visiva.
Con “MediaWar”, Zona critica invita studiosi e studiose di storia dell’arte, cinema, fotografia, media studies, cultura visuale, storia contemporanea, studi sulla memoria e discipline affini a contribuire a questo dibattito con saggi critici e di ricerca. La call accoglie contributi teorici, storici e critici, ricostruzioni genealogiche di concetti, dispositivi, pratiche o analisi di caso che esplorino le intersezioni tra guerra, media e arti nel panorama contemporaneo. Particolare attenzione sarà rivolta a contributi che analizzino il ruolo delle pratiche artistiche contemporanee nell’interrogare, rielaborare o contestare i dispositivi visivi e mediali dei conflitti e gli eventi che, negli ultimi anni, hanno visto protagonisti del panorama mediale mondiale l’Ucraina, la striscia di Gaza e l’Iran, lasciando in molti casi in ombra numerosi altri conflitti ancora ai margini dell’attenzione mediatica.

Tra le possibili linee tematiche:
- Memorie: In che modo le pratiche artistiche contemporanee riattivano immaginari bellici del passato per interpretare il presente? Quali trasformazioni investono le categorie di rappresentazione, testimonianza, documento? E come si ridefiniscono le nozioni di sublime e di trauma?
- Confini: Qual è l’impatto dei conflitti contemporanei sulle comunità artistiche coinvolte, sulle diaspore e sull’immaginazione transnazionale della guerra? In che modo le nuove geografie tracciate dalla geopolitica ridefiniscono le narrazioni della storia dell’arte?
- Visibilità: In che modo si riconfigura la visibilità della guerra tra estetizzazione della violenza e anestetizzazione dello sguardo pubblico? Quali strategie adottano le arti per testimoniare o attraversare la soglia tra esperienza e inesperienza? E come possono portare alla luce i meccanismi di selezione, rappresentazione e rimozione dei conflitti operati dai mass media?
- Resistenza: Possono la storia dell’arte e quella dei media configurarsi come pratiche critiche, come forme di resistenza, come modi di antagonismo ai regimi di visibilità prodotti dai media?
- Autorialità: È ancora possibile individuare una dimensione autoriale quando le immagini della guerra sono il risultato di processi distribuiti tra esseri umani, macchine, piattaforme e sistemi di intelligenza artificiale?

Breve bibliografia di riferimento

J. Abramson, Mercanti di verità. Il business delle notizie e la grande guerra dell’informazione, Sellerio, Palermo 2021.
S. Antichi, L. Donghi, G. Previtali (a cura di), Re-immaginare la guerra. Rimediazioni audiovisive dei conflitti contemporanei, Luigi Pellegrini Editore, Cosenza 2025.
F. Berardi (Bifo), Pensare dopo Gaza. Saggio sulla ferocia e la terminazione dell’umano, Timeo, Palermo 2025.
J. Bourke (a cura di), War and Art. A Visual History of Modern Conflict, University of Chicago Press, Chicago 2017.
B. Buchanan, A. Imbrie, Il nuovo fuoco. Guerra, pace e democrazia nell’era dell’intelligenza artificiale, prefazione di A. Aresu, Bocconi University Press, Milano 2024.
J. Butler, Perdita e rigenerazione, trad. it. di Isabella Pasqualetto, Marsilio, Venezia 2023.
U. Cable, Mainstreaming Palestine. Cinematic Activism and Solidarity Politics in the United States, University of Minnesota Press, 2025.
P. Caridi, Sudari. Elegia per Gaza, Feltrinelli, Milano 2025.
M. Castells, Reti di indignazione e speranza. Movimenti sociali nell’era di internet, Università Bocconi Editore, Milano 2012.
G. Chamayou, Teoria del drone. Principi filosofici del diritto di uccidere, DeriveApprodi, Bologna 2014.
I. Chiluwa (a cura di), Discourse, Media, and Conflict. Examining War and Resolution in the News, Cambridge University Press, Cambridge 2022.
S. Goodmann, Sonic Warfare. Sound, Affect and the Ecology of Fear, MIT Press, London-Cambridge (MA) 2012.
A. Hoskins, B. O’Loughlin, (a cura di), War and Media: The Emergence of Diffused War, Polity, Cambridge 2010.
V. Maimon, Contemporary Art, Photography, and the Politics of Citizenship, Taylor & Francis, 2020.
K. Messham-Muir, M. Lukowska-Appel, U. Cvoro (a cura di), The Politics of Artists in War Zones. Art in Conflict, Bloomsbury, London 2023.
M. Mezza, Connessi a morte. Guerra, media e democrazia nella società della cybersecurity, Donzelli, Roma 2024.
N. Mirzoeff, To See in the Dark. Palestine and Visual Activism Since October 7, Pluto Press, London-Las Vegas 2025.
W.J.T. Mitchell, Cloning Terror: The War of Images, 9/11 to the Present, The University of Chicago Press, Chicago 2011.
S.C. Molavi, Environmental Warfare in Gaza. Colonial Violence and New Landscapes of Resistance, Pluto Press, 2024.
T. Montanari, Per Gaza, Feltrinelli, Milano 2025.
S. Natale, Macchine ingannevoli. Comunicazione, tecnologia, intelligenza artificiale, Einaudi, Torino 2022.
P. Robinson, P. Seib, R. Frohlich (a cura di), Routledge Handbook of Media, Conflict and Security, Routledge, London 2017.
A. Scurati, Guerra. Il grande racconto delle armi da Omero ai giorni nostri, Bompiani, Milano 2022.
O. Solombrino, Arcipelago Palestina. Territori e narrazioni digitali, Mimesis, Milano 2018.
P. Virilio, Guerra e cinema. Logistica della percezione (1986), Lindau, Torino 2018.

Come sottoporre un contributo
Le proposte di abstract dovranno essere sottoposte entro il 30/04/2026 in un file .pdf, così nominato: “Cognome Nome_MediaWar_Abstract”. Il documento deve contenere: un abstract (di non oltre 2.000 caratteri, spazi inclusi), quattro parole chiave, una bibliografia essenziale e una breve biografia del proponente, con eventuale indicazione dell’affiliazione.

Abstract e richieste andranno inviate a zonacriticamulino.it.
Una volta ricevuta conferma di accettazione, il testo completo dovrà essere consegnato entro il giorno 15/07/2026 secondo le modalità che verranno comunicate. Il contributo dovrà essere redatto in lingua italiana e uniformato alle norme redazionali della rivista, non potrà superare le quindici cartelle (tra i 25.000 e i 30.000 caratteri, note e spazi inclusi). Il testo definitivo dovrà essere corredato da un abstract in lingua inglese della lunghezza di massimo 1.000 caratteri spazi inclusi.

Ogni contributo che arriverà in redazione sarà sottoposto a procedura di double-blind peer review. La redazione contatterà le autrici e gli autori per comunicare l’esito della valutazione.

Quellennachweis:
CFP: MediaWar - Zona critica. Rivista di arti, media, culture visuali, n. 3/2026. In: ArtHist.net, 11.03.2026. Letzter Zugriff 13.03.2026. <https://arthist.net/archive/51950>.

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