CFP: Il fascismo italiano nel prisma delle arti contemporanee (Rome, 5-6 Apr 18)

Dipartimento di Studi Umanistici, Università Roma Tre, Roma, 05. - 06.04.2018
Eingabeschluss: 18.12.2017

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[English and French versions below]

Il fascismo italiano nel prisma delle arti contemporanee. Reinterpretazioni, montaggi, decostruzioni

A partire dall’immediato dopoguerra, la memoria del regime fascista non è mai scomparsa dall’orizzonte delle arti contemporanee. Problemi, temi e figure che hanno caratterizzato questo periodo della storia italiana sono emersi nell’opera di artisti diversi e operanti con media differenti, assumendo un andamento carsico nell’opera di alcuni, divenendo l’oggetto centrale della riflessione di altri.
Mentre l’attualità della cronaca porta quotidianamente alla nostra attenzione, in maniera più o meno manifesta, la persistenza delle forme e dei valori che hanno determinato il Ventennio, riflettere sul fascismo attraverso il prisma delle arti contemporanee significa confrontarsi con un termine il cui significato è quantomeno sdoppiato: da una parte l’esperienza storica del regime che ha governato l’Italia dal 1922 al 1943; dall’altra, per estensione, la forma stessa del potere totalitario. Lo sguardo delle arti contemporanee sembra dunque articolarsi in due direzioni: il fascismo italiano come evento storico (confrontato alla difficoltà della/e sua/e memoria/e) e il fascismo come meccanismo di relazione e di rituale del potere.
Frutto della collaborazione fra Università Roma Tre e l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, il convegno si inscrive in un percorso analitico iniziato nell’ottobre 2016 all’EHESS con il seminario Le regard des arts contemporains sur le fascisme italien. Réinterprétations, remontages, déconstructions (artscontemporainsfascisme.wordpress.com). Esso intende indagare la capacità espressa da singoli oggetti artistici di intervenire in modo puntuale sullo spessore memoriale del Ventennio. Necessariamente, tale lavoro si intreccia con quello di sondare le diverse strategie compositive mediante le quali le arti contemporanee hanno saputo mettere in atto un lavoro di reinterpretazione, rimontaggio e decostruzione critica dei sistemi di valori, delle iconografie e, più in generale, dell’immaginario fascista.
Se infatti un lavoro di mappatura storica è stato già intrapreso con gli atti del convegno Mémoires du Ventennio. Représentations et enjeux mémoriels du régime fasciste de 1945 à aujourd’hui (a cura di Emilia Héry, Caroline Pane e Claudio Pirisino, in corso di pubblicazione), il convegno si propone di sviluppare un lavoro a carattere eminentemente analitico, studiando in profondità opere esemplari che, dal dopoguerra a oggi, hanno riguardato, più o meno esplicitamente, il fascismo italiano. Lo spessore temporale e la densità semantica delle opere d’arte permetteranno inoltre di interrogare la trama dei discorsi sul fascismo prodotti dalle diverse discipline scientifiche. Partendo dalle dimensioni figurative e figurali dei casi di studio proposti, sarà possibile rendere operativi i rapporti fra narrazioni di finzione e narrazioni storiche, alla luce della letteratura storiografica e filosofica di riferimento (si pensi ad autori come Walter Benjamin e più recentemente Michel de Certeau o Paul Ricoeur).
Tutte le forme di espressione artistica sono chiamate in causa da questa riflessione: dalle arti visive al cinema, dal teatro alla letteratura, dalla musica all’architettura. Di fronte a tale apertura disciplinare, i singoli contributi dovranno tuttavia mettere al centro l’opera artistica stessa, indagandola nella sua dimensione di “oggetto teorico” (si veda Louis Marin, Omar Calabrese, Hubert Damisch), come innesco di un percorso teorico e critico riguardante la memoria traumatica del ventennio fascista. L’analisi approfondita di singole opere ci permetterà dunque di gettare uno sguardo obliquo su di un fenomeno di estrema complessità, ramificando rapporti figurali nell’eventuale comparazione con altre opere e convogliando riflessioni di ordine filosofico, storico e politico. Inevitabilmente si rifletterà sui diversi linguaggi disciplinari e sull’utilità dell’interdisciplinarità come metodo di confronto tra studiosi di diversa formazione.
Le proposte di comunicazione potranno fare riferimento alle seguenti domande, senza necessariamente limitarsi a esse:
- In che modo i linguaggi artistici (espressi da singole opere) affrontano, in decenni di spiccata sperimentazione formale e tecnica, la memoria di un periodo traumatico?
- In che modo il concetto benjaminiano di “estetizzazione della politica” si dispiega nelle differenti dimensioni tematiche della teatralità, della ritualizzazione, dell’“élan vital”?
- Quali sono le “allegorie” (nel senso benjaminiano), le immagini nevralgiche, che possiamo reperire nell’elaborazione artistica del fascismo?
- Quali sono le forme estetiche più efficaci perché le immagini d’archivio, i monumenti e gli oggetti culturali del Ventennio possano assumere un senso critico nel presente?
- In che modo il dispositivo di montaggio (non soltanto cinematografico) permette di studiare la complessità temporale delle immagini e degli oggetti?
- Qual è il posto del testimone nella rielaborazione di questo passato, e come rappresentarlo?
- In che modo le arti contemporanee hanno articolato il rapporto tra un’idea del “fascismo” come periodo storico determinato e un’idea del “fascismo” come paradigma politico e culturale trans-storico?

Comitato scientifico: Luca Acquarelli (Université Lille III / EHESS), Elisa Francesconi (Università Roma Tre), Laura Iamurri (Università Roma Tre), Francesco Zucconi (EHESS).

Presentazione delle proposte e scadenze:
Le proposte di partecipazione, da inviare via email alla segreteria del convegno entro il 18 dicembre 2017, dovranno includere:
– un abstract (max 2.000 caratteri), che delinei chiaramente le questioni teoriche e il caso di studio affrontato, la metodologia dello studio e la bibliografia di riferimento;
– un curriculum sintetico (max 1.000 caratteri), con l’indicazione di eventuali titoli del proponente pertinenti con la proposta presentata.
La comunicazione di accettazione delle proposte verrà inviata entro il 15 gennaio 2018.

Lingue del convegno: italiano, francese, inglese

Segreteria scientifica del convegno: Elisa Francesconi (elisa.francesconiuniroma3.it)

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[FR]
Depuis l'après-guerre, la mémoire du régime fasciste n'a jamais disparu de l'horizon des arts contemporains. Les problèmes, les thèmes et les personnages qui ont caractérisé cette période de l'histoire italienne sont apparus dans l’œuvre de différents artistes - travaillant avec différents médias - comme une présence irrégulière dans le travail de certains jusqu’à devenir l'objet central de la réflexion des autres.
Tandis que les actualités portent à notre attention, d'une manière plus ou moins manifeste, la persistance des formes et des valeurs qui ont déterminé la période du Ventennio, réfléchir sur le fascisme au prisme des arts contemporains, signifie aborder un terme dont le sens est au moins double: d'une part, l'expérience historique du régime qui a régné en Italie de 1922 à 1943 et d'autre part, par extension, la forme du pouvoir totalitaire. Le regard des arts contemporains semble donc se décliner dans deux directions: le fascisme italien comme événement historique (comparé à la difficulté de sa/ses mémoire/s) et le fascisme comme mécanisme de relation et rituel de pouvoir.
Fruit de la collaboration entre l'Université Roma Tre et l'École des Hautes Études en Sciences Sociales de Paris, le colloque s'inscrit dans un processus analytique qui a débuté en octobre 2016 à l'EHESS avec le séminaire Le regard des arts contemporains sur le fascisme italien. Réinterprétations, remontages, déconstructions (artscontemporainsfascisme.wordpress.com). Le séminaire a pour but d'étudier la capacité des objets artistiques à intervenir sur la complexité de la mémoire de la période du Ventennio. Cette étude est intrinsèquement liée à l’exploration des différentes stratégies mobilisées par les arts contemporains pour mettre en œuvre un travail de réinterprétation, de remontage et de déconstruction critique des systèmes de valeurs, des iconographies et, plus généralement, de l'imaginaire fasciste.
En effet, si un travail de cartographie historique a déjà été entrepris avec les actes du colloque de 2016 Mémoires du Ventennio. Représentations et enjeux mémoriels du régime fasciste de 1945 à aujourd'hui (dirigés par Emilia Héry, Caroline Pane et Claudio Pirisino, actuellement en cours de publication), notre colloque vise à développer un travail d'une nature éminemment analytique, en étudiant en profondeur des œuvres exemplaires qui, de l'après-guerre à nos jours, ont concerné plus ou moins explicitement le fascisme italien. L’épaisseur temporelle et la densité sémantique des œuvres d'art permettront également de questionner la trame des discours sur le fascisme produits par les différentes disciplines scientifiques. À partir des dimensions figuratives et figurales des études de cas proposées, il sera possible d'éclaircir les relations entre les récits de fiction et les récits historiques, compte tenu de la littérature historiographique et philosophique de référence (nous pensons à des auteurs comme Walter Benjamin et plus récemment Michel de Certeau ou Paul Ricoeur).
Toutes les formes d'expression artistique sont concernées par cette réflexion: des arts visuels au cinéma, du théâtre à la littérature, de la musique à l'architecture. Face à une telle ouverture disciplinaire, cependant, les contributions individuelles devront mettre l'œuvre elle-même au centre, en l'examinant dans sa dimension d'"objet théorique" (voir Louis Marin, Omar Calabrese, Hubert Damisch), c’est-à-dire comme déclencheur d'un parcours théorique et critique concernant la mémoire traumatique de la période fasciste. L'analyse approfondie des œuvres individuelles nous permettra donc de jeter un regard en biais sur un phénomène d'une extrême complexité, en ramifiant les rapports figuraux dans la comparaison possible avec d'autres œuvres et en véhiculant des réflexions philosophiques, historiques et politiques. Finalement, il s'agira bien entendu de réfléchir sur les différents langages disciplinaires et sur l'utilité de l'interdisciplinarité comme méthode de comparaison entre chercheurs d'horizons différents.
Les propositions de communication peuvent porter sur les questions suivantes, sans toutefois s'y limiter:
- Comment les langages artistiques (exprimés par des œuvres individuelles), au cours des décennies d'expérimentations formelles et techniques significatives, abordent-ils la mémoire d'une période traumatique ?
- Comment le concept benjaminien d' « esthétisation de la politique » se déploie-t-il dans les différentes dimensions thématiques de la théâtralité, de la ritualisation et de l’ « élan vital » ?
- Quelles sont les « allégories » (au sens benjaminien), les images « névralgiques » que l'on peut trouver dans l'élaboration artistique du fascisme ?
- Quelles sont les formes esthétiques les plus efficaces afin que les images d'archives, les monuments et les objets culturels de la période du Ventennio puissent assumer un rôle critique dans le présent ?
- Comment le dispositif de montage (pas seulement cinématographique) permet-il d'étudier la complexité temporelle des images et des objets ?
- Quelle est la place du témoin dans la réélaboration de ce passé, et comment le représenter ?
- Comment les arts contemporains ont-ils articulé la relation entre une idée du « fascisme » en tant que période historique déterminée et une idée du « fascisme » en tant que paradigme politique et culturel transhistorique ?

Comité scientifique : Luca Acquarelli (Université Lille III / EHESS), Elisa Francesconi (Università Roma Tre), Laura Iamurri (Università Roma Tre), Francesco Zucconi (EHESS).

Envoi des propositions et délais de soumission :
Les propositions de participation, à envoyer par courriel au secrétariat du colloque avant le 18 décembre 2017, doivent inclure :
- un résumé (maximum 2 000 caractères), qui décrit clairement les questions théoriques ainsi que l'étude de cas traitée, la méthodologie de l'étude et la bibliographie de référence;
- un curriculum vitae synthétique (maximum 1 000 caractères) indiquant toutes les publications du candidat pertinentes avec la proposition soumise.
La notification d'acceptation des propositions sera envoyée avant le 15 janvier 2018.

Langues du colloque : italien, français, anglais
Secrétariat scientifique du colloque : Elisa Francesconi (elisa.francesconiuniroma3.it)

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[EN]
The memory of the fascist regime has never disappeared from the postwar art scene. Problems, topics and figures that marked that period of Italian history are visible in the oeuvre by different artists working with different media, whether as a sporadic occurrence or as a main topic.
In a more or less explicit way, daily news bring to our attention the survival of forms and values which rely on fascist imagery. Thinking about fascism through the prism of contemporary arts means to deal with a term whose significance has to be read at least in a double sense: on one hand, the historical experience of the regime that ruled Italy from 1922 to 1943; on the other hand, by extension, the very form of totalitarian power. Contemporary arts’ gaze seems to work on these two different albeit related topics: the Italian fascism as historical event (faced with all the troubles of its memories), and the fascism as the fundamental process of power’s relationship and rituals.
Based on a cooperation between the Università Roma Tre (Rome) and the École des Hautes Études en Sciences Sociales (Paris), the conference is part of an analytical path set up in October 2016 at the EHESS with the seminar Le regard des arts contemporains sur le fascisme italien. Réinterprétations, remontages, déconstructions (artscontemporainsfascisme.wordpress.com). The conference aims to investigate the ability showed by specific artistic objects to work in a punctual and precise manner on the depth of Ventennio’s memory. This kind of work is necessarily intertwined with an inquiry into the different compositional strategies through which contemporary arts have set up a series of operations: reinterpretation, re-montage and critical deconstruction have proved to be the useful tools to examine value systems, iconographies and, more broadly, fascist imagery.
A first historical mapping has already started with the proceedings of the conference Mémoires du Ventennio. Représentations et enjeux mémoriels du régime fasciste de 1945 à aujourd’hui (edited by Emilia Héry, Caroline Pane and Claudio Pirisino, in print). This new conference aims to develop a research with a strong analytical feature, by studying exemplary works produced since the end of World War II and concerning Italian fascism. Moreover, works of art’s temporal depth and semantic density will allow to question the discourses on fascism produced by the different scientific disciplines. From the case studies’ figurative and figural dimensions, it will be possible to unravel the relationships between fictional and historical narratives, in the light of historical and philosophical literature (see, for instance, Walter Benjamin and, more recently, Michel de Certeau or Paul Ricoeur).
All forms of artistic expression are summoned up by this reflection: from visual arts to cinema, from theatre to literature, from music to architecture. In front of such a wide range, proposals should focus on the work of art, nonetheless considered in its dimension of “theoretical object” (see Louis Marin, Omar Calabrese, Hubert Damisch), as a starting point for a theoretical and critical way on the fascist Ventennio’s traumatic memory. A thorough analysis of singles works will allow us to look at an extremely complex phenomenon with an oblique glance, engendering figural relationships in a possible comparison with other works and channeling philosophical, historical and political thoughts. Disciplinary languages and interdisciplinarity’s usefulness will be inevitably put in question by scholars working in different academic disciplines.
Possible topics for proposals might include, but are not limited to, the following questions:
- How artistic languages (as in single works) address the memory of a traumatic period in decades of extraordinary technical and formal experimentation?
- How Walter Benjamin’s idea of the “aestheticization of politics” unfolds in thematic scopes as different as theatricality, ritualization, “élan vital”?
- Which allegories (again, in a benjaminian sense), and which particularly crucial images can we detect in fascist artistic development?
- Which aesthetic forms work better so that Ventennio’s archival images, monuments and cultural objects could assume a critical sense in the present?
- How the montage allows to study the temporal complexity of images and objects?
- Where is the place of the witness in the past’s re-elaboration, and how to represent it?
- How contemporary arts have dealt with an idea of fascism, on the one hand, as a certain historical period and, on the other, as a trans-historical political and cultural paradigm?

Scientific Committee:
Luca Acquarelli (Université Lille III / EHESS), Elisa Francesconi (Università Roma Tre), Laura Iamurri (Università Roma Tre), Francesco Zucconi (EHESS).

Proposals should be sent via email to elisa.francesconiuniroma3.it by December 18, 2017.
They should include:
- an abstract (max 2000 signs) clearly defining the case study and the theoretical questions;
- a short cv (max 1000 signs).

The conference languages are Italian, French, English.

The scientific committee will notify the applicants by January 15, 2018.

Quellennachweis:
CFP: Il fascismo italiano nel prisma delle arti contemporanee (Rome, 5-6 Apr 18). In: ArtHist.net, 13.11.2017. Letzter Zugriff 24.11.2017. <https://arthist.net/archive/16710>.

Beiträger: Elisa Francesconi

Beitrag veröffentlicht am: 13.11.2017

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